In pratica la moltiplicazione avviene per taleaggio. Le talee, apicali o di nodo, vengono prelevate dalle piante in coltura o, preferibilmente, da apposite piante madri che vengono mantenute in condizioni vegetative. Per la G. ‘multiflora' si utilizzano steli ancora erbacei o leggermente induriti mentre per la G. ‘grandiflora' sono preferiti quelli semilegnosi. Le talee vengono collocate sotto un impianto di nebulizzazione oppure coperte con film plastico posizionato a contatto delle foglie. Nel preparare le talee è bene evitare di ridurre la superficie fogliare asportando porzioni del lembo perché si facilita la penetrazione di patogeni fungini molto dannosi. La radicazione viene stimolata dall'impiego di radicanti a base di IBA (Rhizopon AA 0,5%). Per ottenere buoni risultati è necessario evitare che le talee si essicchino. Le talee vengono impiantate a gruppi di 3-5 in contenitori alveolari, paperpots, vasi da 9 a 12 cm; la radicazione richiede 4/5 sett. La moltiplicazione per talea è possibile tutto l'anno, il periodo più intenso è in inverno e primavera. La moltiplicazione per coltura di tessuti in vitro viene utilizzata per ottenere piante più giovanili e vigorose che sono più adatte alla produzione di materiale da propagazione. La moltiplicazione per innesto su G. thumbergia viene utilizzata solo per ottenere piante destinate all'impianto nei giardini delle zone calde. Per la radicazione delle talee utilizzare un terriccio a base di torba fibrosa, ammendata a pH 5 oppure terricci specifici; per la coltivazione successiva impiegare una miscela di torbe, o di torba e perlite, o Terra Universale tipo P, con un pH di 5/5,5 e con una concimazione di base pari a 1 Kg di concime complesso integrato con microelementi e ferro. Per le invasature invernali e primaverili è possibile mescolare al terriccio del concime a cessione controllata della durata di 3/4 0 5/6 mesi in modo che abbia cessato la sua azione al momento dello sviluppo della gemma a fiore. In corso di coltura il fabbisogno di elementi nutritivi viene soddisfatto mediamela fertirrigazione continuo a 0,5/1 g/l durante la fase vegetativa e a 0,5/0,7 g/1 durante quella generativa. Per la fertirrigazione periodica si può arrivare ad un apporto totale pari al 2/3% alla sett. 11 rapporto nutrizionale varia da 3:1:3 nella fase vegetativa a 1,5:1:3 in quella generativa. è consigliabile variare la quantità di azoto ammoniacale in rapporto alla durezza dell'acqua in modo da mantenere il pH nell'intervallo adatto. Gli apporti di azoto devono essere dosati in modo da ottenere una vegetazione non eccessivamente vigorosa per non compromettere l'azione dei nanizzanti e per permettere una messa a fiore regolare e limitare la deformazione dei boccioli. La iniziazione fioraie viene facilitata riducendo anche la conducibilità del substrato. Nella coltura tradizionale della G. ‘grandifiora' le piante vengono piantate in cassoni o banchette riempite con un substrato acido a base di torba, terra di erica e terriccio di foglie, oppure in piena terra se il terreno autoctono è rispondente come caratteristiche chimico/fisiche. La clorosi ferrica causata dalla alcalinizzazione del substrato viene controllata mediante irrigazioni a base di chelato di ferro oppure abbassando il pH con soluzioni di solfato di ferro e solfato di ammonio somministrate per bagnatura al terreno. Una clorosi simile alla precedente compare quando la pianta permane per troppo tempo nel medesimo contenitore e l'apparato radicale è fortemente sviluppato; in questo caso conviene rinvasare la pianta apportando del nuovo terriccio contenente concime a lenta cessione. La G. è una pianta che ha esigenze nutrizionali medio/elevate durante la fase vegetativa e ridotte durante quella generativa. La coltivazione viene condotta sotto protezione nelle zone a clima continentale, mentre in quelle a clima mediterraneo le piante vengono coltivate sotto ombrario e vengono rientrate sotto serra per la forzatura. Per la G. ‘grandiflora' la produzione è orientata verso cespugli con una taglia da 60 a 100 cm in modo da avere una fioritura sufficiente, mentre per la G. ‘multiflora' è possibile produrre dalle taglie ‘mini' in vaso da 7/9 cm a quelle, più diffuse, in vaso da 10/15 cm, a quelle grandi in vaso da 17/21 cm; inoltre sono richiesti, sia pure in quantità ridotta, anche gli alberetti e le piramidi. La programmazione tradizionale della Gardenia ‘grandiflora' prevede l'impianto in maggio-giugno di giovani piante ottenute da talee dell'estate precedente, una coltura in piena terra per 18/20 mesi, seguita dalla estirpazione e dalla invasatura per la forzatura a fine inverno. La G. j . ‘Veitchii' viene coltivata esclusivamente in vaso e la sua programmazione dipende dalla taglia finale voluta, dall'ambiente di coltivazione e dalla tecnica adottata in funzione dell'epoca di fioritura (autunno oppure fine inverno/primavera). La programmazione della moltiplicazione e delle principali operazioni colturali sono indicate nella tabella; per la fioritura autunnale la cimatura deve essere anticipata alla primavera e la crescita viene controllata con i nanizzanti. Per la fioritura di tarda primavera ,il calendario può essere posticipato di circa 1 mese. La cimatura viene effettuata nel mese di giugno per le coltivazioni in clima continentale e mediterraneo freddo (zona degli olivi), in agosto per quelle in clima mediterraneo temperato o caldo (zona degli agrumi).
Operazione
Diametro del vaso
Æ 10
Æ 12
Æ 13-14
Æ 15
Æ 17
Taleaggio
Æ 9- Æ 10
aprile maggio
marzo maggio
gennaio aprile
dicembre febbraio
novembre dicembre
Taleaggio
Æ 12
marzo
gennaio febbraio
Taleaggio diretto
maggio giugno
aprile maggio
Invasatura
giugno luglio
aprile giugno
aprile giugno
marzo maggio
Cimatura
luglio agosto
giugno agosto
giugno agosto
giugno agosto
giugno agosto
Densità finale
p/ mq
30- 40
20-25
10-12
8- 9
6- 7
Il materiale ricavato dalle cimature dei vasi di diametro maggiore viene utilizzato per la produzione a radicazione diretta dei vasi da 10/12.Le G. richiedono, durante la vegetazione, irrigazioni regolari cd abbondanti mentre durante lo svernamento l'umidità del terreno deve essere piuttosto ridotta e proporzionata alla temp.Una regolare igrometria nel terreno e nell'ambiente è fondamentale anche per ottenere buoni risultati nella forzatura; le eccessive oscillazioni causano la caduta dei boccioli e favoriscono le intestazioni di acari. Per la G. ‘grandiflora' a coltura tradizionale, durante la forzatura, mantenere la UR molto elevata mediante nebulizzazioni del fogliame per facilitare la ripresa post/invasatura ed evitare la perdita di foglie e boccioli. Con le piante di ‘multiflora', molto compatte, bisogna fare attenzione che per l'eccesso di umidità non si sviluppino marciumi fogliari nella parte centrale della chioma. Durante la coltura in serre delle giovani piante la crescita viene stimolata dall'impiego della concimazione carbonica a 700 v.p.m.; la sua azione viene accentuata dal contemporaneo impiego della illuminazione di potenza.
TEMPERATURA
Per la radicazione delle talee è indicata una temp. basale di 22-25°C; dopo l'invasatura le piante vengono fatte riprendere a 18-20°C e poi collocate in pien'aria sotto un ombrano. La coltivazione sotto protezione viene condotta ad una temp. minima di 16-18°C , con la soglia di ventilazione fissata a 24°C . Durante i mesi invernali le piante vengono conservate al riparo dal gelo nelle zone mediterranee oppure ad una temp. minima di 10-14°C in quelle meno favorite. Temperature dell'apparato radicale inferiori a 14°C favoriscono la comparsa della clorosi. La forzatura a fiore viene condotta a 18-20°C, con la ventilazione a partire da 24°C, solo se l'intensità luminosa è sufficiente, altrimenti valori notturni superiori a 18°C inducono l'aborto dei boccioli. La gardenia forma i boccioli ed è sensibile al fotoperiodo se la temp. si mantiene sotto 16°C, mentre a valori superiori si comporta come pianta a giorno corto facoltativo. La fioritura, a livello macroscopico, può essere divisa in 4 stadi:
- stadio 0 : la gemma a fiore è lunga 0,5-0,75 cm, la base dell'apice è rigonfiata a causa della formazione delle vegetazioni laterali, dalla iniziazione a questo stadio sono necessari 3 (1-40 gg,in condizioni di giorno lungo e a temp. superiori a 20°C
- stadio 1 : gemma a fiore di 0,75-1,5 cm, i petali iniziano a uscire dalle brattee di protezione
- stadio 2 : bocciolo lungo 1,5-3 cm
- stadio 3 : bocciolo da 3 cm fino alla antesi
Dallo stadio 0 alla antesi intercorrono circa 3 mesi seri mantengono condizioni di giorno lungo. Sotto giorno corto la gemma evolve fino all'inizio dello stadio 2 poi entra in quiescenza, 1'ulteriore evoluzione è possibile solo con condizioni di giorno lungo oppure dopo un periodo di frescoterapia con temp. notturne a 14-15°C e richiede circa 60 gg. In natura la iniziazione fioraie avviene in luglio, in seguito vengono emesse vegetazioni ascellari che subiscono l'iniziazione fiorate in settembre; la fioritura avviene in giugno-luglio.
LUCE
Le talee in radicazione vanno ombreggiate per evitare gli eccessi termici; durante l'inverno la coltura va esposta al massimo di luminosità; in estate le piante, se coltivate in pien'aria, vanno ombreggiate con una rete al 50%, quelle sotto serra vengono ombreggiate a partire da 500-600 W mantenendo una UR elevata. Una forte intensità luminosa è necessaria per avere una abbondante formazione di fiori e per ottenere una fioritura precoce. Nelle zone a clima continentale la fioritura in gennaio-marzo può essere programmata mediante l'impiego della illuminazione di potenza funzionante in modo da creare condizioni di giorno lungo. L'impiego del fotoperiodo di 8-10 h per indurre la fioritura ha dato risultati diversi a seconda della varietà, delle condizioni climatiche, dell'impiego contemporaneo dei nanizzanti; appare più efficace se applicato durante l'estate. La durata del giorno va ridotta maggiormente quando le temp. sono elevate. L'effetto del fotoperiodo corto artificiale viene meno quando la durata del giorno diventa più corta di 14,5 h. Il fotoperiodo corto viene applicato per 4-9 sett; la durata più breve è efficace quando la intensità luminosa è elevata, quella più lunga incrementa il numero di fiori formati ma ritarda la fioritura. La fioritura è più abbondante se la temp. durante il fotoperiodo corto si mantiene sui 18-20°C. Per programmare la fioritura è possibile sottoporre le piante, dopo il fotoperiodo corto a un periodo di giorno lungo (14-16h) ottenuto mediante interruzione della notte. La formazione del bocciolo è influenzata oltre che dalla temp. e dal fotoperiodo anche dalla età della pianta in quanto quelle adulte fioriscono più facilmente e dalla dimensione del ramo che deve avere formato almeno 3 paia di foglie. Le piante da coltura di tessuti formano il fiore quando il ramo ha formato 7 paia di foglie. La moltiplicazione per semina viene usata solo per produrre soggetti di G. thumbergia, però la germinazione è lenta ed irregolare.
FITOREGOLATORI
Il mercato richiede piante compatte e ben proporzionate, specialmente di G. ‘multiflora'. Per controllare la naturale vigoria vegetativa, oltre alle cimature, si deve ricorrere all'impiego dei nanizzanti. Allo scopo vengono utilizzati Cycocel per irrorazione a 0,4%, Alar per irrorazione a 0,3%; i trattamenti vengono iniziati quando i germogli sono lunghi 2-3 cm e ripetuti settimanalmente nei periodi di forte crescita. Alar indurisce i tessuti, inscurisce le foglie e facilitala formazione dei fiori, ma può causare una tipica deformazione delle foglie e, secondo alcuni autori, contribuisce alla deformazione dei boccioli. Le irrorazioni di Cycocel, con una forte insolazione e con temp. troppo basse o troppo elevate, possono provocare ingiallimenti del lembo fogliare. Si può utilizzare anche Bonzi per irrorazione alla concentrazione dello 0,2-0,25 % . La persistenza del prodotto può costituire un problema nel caso di un eccesso o di una applicazione poco uniforme; inoltre il paclobutrazolo tende ad indebolire la resistenza meccanica dei rami ed a ridurre la ramificazione. L'allungamento degli astoni destinati alla produzione degli alberetti viene stimolato da irrorazioni di GA, alla concentrazione di 100 ppm.
SPECIE E VARIETA'
Il genere è composto da oltre 200 specie originarie dell'Asia orientale e dell'Africa; si tratta di arbusti o piccoli alberi sempreverdi, con foglie coriacee opposte o trimere con fiori bianchi, giallo chiaro, rosa chiaro, profumati. Le specie di interesse floricolo sono solo G. jasminoides e G. thumbergia. La prima viene usata per la produzione di vasi fioriti, fiori recisi e per la decorazione dei giardini, mentre la seconda viene impiegata nella decorazione dei giardini delle zone calde e come portainnesto per la sua resistenza alla clorosi e ai nematodi. G. jasminoides è un arbusto originario della Cina e Giappone, alto fino a 2 m, con foglie glabre, coriacee, ovato lanceolate, lunghe 7-10 cm, verde intenso e lucido; i fiori sono solitari, bianchi; la corolla è tubiforme aperta all'estremità con 9 segmenti arrotondati; il calice ha 5 costolature ed altrettanti denti decorrenti. Le varietà sono commercialmente divise in due gruppi: ‘grandiflora' con fiori del diametro di circa 12 cm, foglie grandi e crescita vigorosa; ‘multiflora' a crescita più compatta e con fiori e foglie più piccole. Al primo gruppo appartengono varietà adatte alla produzione del vaso fiorito e alla raccolta del fiore reciso; le varietà tradizionali della Riviera Ligure come ‘Impero', ‘Regina Elena', ‘Bonfiglioli' avevano dopo la forzatura, una fioritura abbondante e contemporanea ma sono state abbandonate a causa della sensibilità al cancro e sostituite con quelle di provenienza americana che hanno una fioritura più scalare come ‘Fortuniana', ‘August Beauty', ‘Belmont'. Il gruppo multiflora comprende le varietà ‘Veitchii' e ‘radicans'. Dalla ‘Veitchii' (denominata anche ‘Fiorentina') sono state derivate delle selezioni clonali che differiscono per la compattezza di crescita e dimensioni dei fiori.La G. j .'Veitchii' viene usata esclusivamente per la produzione di vasi, di taglia molto variabile, forzati a fioritura a fine inverno e in primavera o fioriti naturalmente in autunno. La sua produzione è concentrata nelle zone mediterranee del paese dove è possibile svernarle in pien'aria e dove la intensità luminosa invernale consente una fioritura molto precoce. I fiori, con un diametro di 2,5-4 cm, sono portati in abbondanza e sono distribuiti per un periodo prolungato consentendo di ottenere un effetto estetico notevole. Attualmente la produzione è soprattutto orientata verso le G. j . ‘Veitchii' per la sua notevole flessibilità di produzione. G. j . ‘radicans' con foglie strette, lanceolate e fiori piccoli e molto profumati fiorisce in estate e viene usata per la decorazione delle aiuole nelle zone calde per la sua crescita bassa e compatta.
CANCRO RAMEALE (Phomopsis spp)
Sintomi: la pianta ingiallisce, cresce stentatamente e tende ad appassire; la base dello stelo presenta delle aree depresse di tessuto morto che poi si trasformano vi in una lesione cancerosa; i tessuti interessati si rigonfiano e suberificano, la corteccia si fessura longitudinalmente; quelli sottostanti la lesione cancerosa assumono una colorazione aranciata; i cancri possono anche svilupparsi sui rami causando il disseccamento della parte sovrastante. Sono più sensibili le vecchie varietà europee a grandi fiori, mentre quelle di origine americana sono meno sensibili. L'infezione è meno diffusa su G. ‘Veitchii'. Le talee in radicazione presentano una necrosi della parte basale del fusto. La penetrazione del fungo avviene attraverso ferite causate dalle potature, dalla raccolta delle talee, dai parassiti, dalle lavorazioni. Difesa: selezionare accuratamente le piante madri; nelle varietà sensibili raccogliere le talee spaccandole; utilizzare materiali ed attrezzi disinfettati o sterilizzati; evitare la prolungata bagnatura del fogliame; irrorare sali di rame, Octave, benzilimidazolici.
MACULATURA DEL FOGLIAME (Myrothecium roridum)
Sintomi: sulle foglie si sviluppano delle macchie necrotiche, tondeggianti od irregolari, zonale, col centro di colore marrone più chiaro di quello del margine esterno; sulla lesione si sviluppano, in anelli concentrici, dei corpi fruttiferi verdi scuro o neri, circondati da una frangia bianca, più numerosi sulla pagina fogliare inferiore. Le talee in radicazione sono colpite da un marciume scuro che interessa le foglie ed il fusticino. Sulle giovani piante si nota che alcuni rami giovani si disseccano improvvisamente ed imbruniscono. Si tratta di un fungo molto polifago, pericoloso durante i periodi di temperatura ed umidità elevate, che può causare gravi danni soprattutto sulle talee in radicazione e sulle giovani piante (foto alla pagina successiva). Difesa: evitare la prolungata bagnatura del fogliame, le ferite non necessarie; osservare le norme di prevenzione; irrorare le piante madri e le talee con Daconil.
MUFFA GRIGIA (Botrytis cinerea)
Sintomi: i fiori presentano delle ampie aree di marciume molle; le foglie e lo stelo sottostanti i fiori infetti sono colpiti da un marciume scuro; i rami si disseccano a causa dello sviluppo di necrosi che interessano i tessuti corticali; le giovani piante sono colpite da marciumi scuri che interessano le foglie ed il fusticino. Sulle zone marcescenti si sviluppa la caratteristica fruttificazione fungina di colore grigio topo. I danni sono più evidenti sulle piante a chioma compatta durante lo svernamento. Difesa: evitare la prolungata bagnatura del fogliame, densità eccessive; ventilare abbondantemente ed osservare le norme di prevenzione; durante i periodi di elevata umidità eliminare i fiori passati; irrorare Euparen, Rovral, Ronilan, captano, Sumisclex, Daconil.
Sintomi: a partire dal margine del lembo fogliare si sviluppano delle aree necrotiche brune, tondeggianti, debolmente zonate, che tendono a confluire fino ad interessare l'intero organo; sulla zona necrotica si sviluppano delle fruttificazioni fungine nere e puntiformi; le necrosi, in alcune condizioni, possono interessare anche i fiori. L'infezione è più frequente sulle piante esposte ad eccessi di luminosità e soggette a situazioni di stress. Difesa : osservare le norme di prevenzione e le esigenze della pianta: irrorare sali di rame, DaconiI Octave, benzilimidazolici, captano, Euparen.
Sintomi: le piante rallentano la crescita, avvizziscono, ingialliscono e perdono le foglie, le radici sono colpite da un marciume scuro che ne disorganizza i tessuti; la base dello stelo viene colpita da un marciume bruno che si estende all'apparato radicale; alcune ramificazioni principali possono disseccare a causi dell'imbrunimento della loro base. Difesa: osservare le norme di prevenzione; utilizzare materiali indenni o disinfettati; evitare gli eccessi di irrigazione e di concimazione; combattere i nematodi; trattare per irrigazione con Previcur, Fongarid, Ridomil Combi, Aliene
AFIDI -generi e specie vari
Sintomi: sugli apici del germoglio, sui boccioli, sul rovescio delle foglie non mature si notano delle colonie di insetti col corpo piriforme verde, rosato, nero. La loro attività alimentare causa rallentamenti della crescita, deformazioni, formazioni di fumaggine. Difesa: dalla comparsa dei primi individui irrorare Confidor, Hostaquìck, Pirimor, Croneton, piretroidi.
COCCINIGLIE - Pseudocoecidi
Sintomi: all'ascella delle foglie, sui boccioli, sulla pagina fogliare inferiore, alle ramificazioni dei rami si vedono delle colonie di piccoli insetti col corpo rosato o grigiastro coperto di secrezioni di cera polverulenta bianca; la loro attività alimentare causa forti rallentamenti della crescita, deformazioni fogliari e un abbondante sviluppo di fumaggine che riduce notevolmente la commerciabilità della pianta.Difesa: dalla comparsa dei primi individui irrorare Supracid, Folimat, Ekalux, piretroidi, Fenitrocap, Gusathion, Actellic New, Applaud; l'azione degli insetticidi viene accentuata dall'aggiunta di olio bianco.
TRIPIDI - (Frankliniella spp, Thrips tabaci)
Sintomi: i fiori mostrano delle striature necrotiche e appassiscono precocemente; i boccioli stentano ad aprirsi: le foglie mature sono decolorate, assumono una sfumatura metallica e tendono ad ingiallire e cadere; le giovani foglie sono deformate e presentano delle sottili decolorazioni di colore argenteo. Frankliniella è vettore di pericolosi tospovirus. Difesa: dalle prime catture di parassiti sulle trappole cromatiche blu o dai primi sintomi irrorare Tamaron, Mesurol, Folimat, Vertimec, piretroidi, Orthene, Cascade.
Sintomi: sulla chioma si vedono delle piccole mosche bianche col corpo ricoperto da una cera polverulenta bianca; le forme giovanili piatte e giallastre vivono e si nutrono sulla pagina fogliare inferiore causando rallentamenti della crescita, ingiallimenti e deformazioni delle foglie e un forte sviluppo di fumaggine che riduce la qualità estetica della pianta.Difesa: dalla comparsa dei primi adulti irrorare Confidor, Folimat, Supracid, piretroidi, Nexter, Cascade, Orthene + Danitol; spargere Temik, fumigare con Bladafum. È possibile ricorrere alla lotta biologica mediante lanci di Aucarsia.
PUNTERUOLO (Pantomorus godmani)
Sintomi: i margini delle foglie sono estesamente erosi da piccoli ( 3 mm) coleotteri di colore grigio marrone; le sue larve si cibano dei tessuti corticali delle radici causando rallentamenti di crescita, appassimenti e facilitando i marciumi radicali. Difesa: contro gli adulti irrorare Gusathion, Orthene, pirettoidi, Tamaron; coatto le larve spargere Oncol, Temik, Curater.
COCCINIGLIE A SCUDETTO (Saissetia spp, Chrysomphalus spp)
Sintomi: sui rami e sulle nervature delle foglie si notano delle cocciniglie con il corpo tondeggiante, fortemente convesso, con il dorso con un rilievo di forma caratteristica, oppure con il corpo protetto da un follicolo circolare di colore rosso mattone; la loro attività alimentare causa filloptosi, arresti di crescita, deformazioni della vegetazione e un forte sviluppo di fumaggine. Difesa: nei periodi di presenza degli stadi giovanili irrorare olio minerale attivato con Supracid, Gusathion, Ekalux, Tumar.
ACARI TETRANICHIDI
Sintomi: le foglie mostrano delle piccole decolorazioni puntiformi, molto numerose, poi delle macchie clorotiche, finiscono con ingiallire e seccare; la vegetazione viene rallentata; sulla pagina inferiore si vedono numerosi piccoli acari di colore giallo verdastro o rossastri; in caso di forti infestazioni gli organi vegetativi sono raccolti da sottili ragnatele; i fiori infestati imbruniscono ed appassiscono precocemente. Le infestazioni sono più frequenti nei periodi di clima caldo e secco, e nelle coltivazioni sotto serra. Difesa: dai primi sintomi e nei periodi a rischio irrorare Vertimec, Matacar, Torque, Apollo, Danitol, Torant, Andalin (provare fitotossicità), Cascade, Nexter, Bumetran, Pennstyl, Neoron.
NEMATODI GALLIGENI (Meioidogyne spp)
Sintomi: la crescita è fortemente rallentata; il fogliame ingiallisce ed appassisce; i fiori cascolano; l'apparato radicale presenta delle galle di varia dimensione, tondeggianti, singole o a gruppi; le radici si sviluppano stentatamente e soggiacciono a infezioni crittogamiche. Si tratta di un parassita piuttosto frequente sia nelle colture in vaso che in piena terra, solo G. thamhergia è resistente, per tale motivo viene impiegata come portainnesto per le ione calde. Difesa: eliminare prontamente le piante infette; disinfettare con vapore o fumiganti chimici i cassoni, le superfici di appoggio dei vasi ed i terricci di produzione aziendale; osservare le norme di prevenzione; spargere Temik, Nemacur
FISIOPATIA - Cascola dei boccioli
Sintomi: i boccioli già sviluppati (lunghi 2-3 cm) ingialliscono leggermente, perdono di turgore e cascolano; il fenomeno è più frequente nei mesi poveri di luce e con temperature elevate. Le cause sono diverse, quali: carenza idrica, presenza di nematodi radicali, eccessi di salinità, marciumi radicali dovuti ad infezioni crittogamiche o al persistente ristagno, forti sbalzi di igrometria ambientale, repentini abbassamenti di temperatura, eccessi termici nel terreno e nell'ambiente. Difesa: evitare situazioni di stress quando i boccioli sono formati; mantenere l'apparato radicale in buone condizioni; durante la forzatura nebulizzare le piante; proporzionare la temp. alle condizioni di luminosità
FISIOPATIA - Clorosi
Sintomi: il lembo ingiallisce a cominciare dalle foglie più giovani mentre le nervature restano verdi; in seguito il lembo diventa quasi bianco e tende a necrotizzare; la crescita è rallentata. La clorosi ferrica è causata dalla carenza di ferro nel substrato o dal suo bloccaggio in conseguenza del pH elevato, dalla riduzione del suo assorbimento a causa della bassa temp. del substrato e del ristagno idrico. Difesa: mantenere condizioni che facilitano la funzionalità radicale; utilizzare substrati a pH corretto; irrigare con soluzioni di chelato di ferro a base di EDDHA
FISIOPATIA - Deformazione dei fiori
Sintomi: i boccioli stentano ad aprirsi; i petali sono spessi, deformati, colorati di verde; il fiore non assume una forma corretta ed ha uno scarso valore ornamentale; sulla stessa pianta il numero di fiori deformati è variabile; il fenomeno è più frequente sulle piante giovani rispetto a quelle più vecchie. La causa più frequente è l'eccesso di nutrizione azotata al momento della formazione e sviluppo dei fiori. Difesa: proporzionare gli apporti di azoto e l'equilibrio nutrizionale alle diverse fasi fenologiche; dopo la formazione dei boccioli ridurre le concimazioni ed evitare gli eccessi di salinità; utilizzare concimi a lenta cessione solo se esauriscono la durata prima della formazione dei fiori.
FOTOGRAFIE
1 Coltivazione sotto ombrario (foto Rampinini)
2 Forzatura sotto luce artificiale (foto Rampinini)
3 Danni da Alae (foto Rampinini)
4 Piante bloccate da eccesso di paclobutrazolo (foto Rampinini)
5 Disseccamento da cancro rameale (foto Rampinini)
6 Caratteristico ingrossamento della base dello stelo causato da Phomapsis (foto Rampinini)
7 Disseccamento del fusticino da Myrothecium (foto Rampinini)
8 Maculatura fogliare da Myrothecium (foto Rampinini)
9Muffa grigia (foto Rampinini)
10 Marciume delle giovani piante da Botrytis (foto Rampinini)
11Antracnosi (foto Rampinini)
12 Phyllosticta (foto Rampinini)
13 Marciume radicale (foto Rampinini)
14 Marciume del colletto (foto Rampinini)
15 Afidi (foto Rampinini)
16 Pseudococcidi (foto Rampinini)
17Danni al fiore causati da tripidi (foto Rampinini)
18 Danni alle foglie dovuti ad infestazione di mosca bianca (foto Rampinini)